Le quattro C

Carat – Carati

Il carato è l’unità standard di misura del peso dei diamanti e di altre pietre preziose, e prende il nome dal seme di carruba che in passato veniva usato come elemento di comparazione. Un carato corrisponde al peso di 0,20 grammi. Con il carato, sono di comune utilizzo i centesimi di carato. Quindi, ogni carato possiede 100 punti.

Più un diamante è di notevoli dimensioni, più raggiunge un’elevata caratura; di conseguenza il suo valore ne trarrà beneficio. Il rapporto è esponenziale e dipende principalmente dalla sua rarità. Ad esempio, a parità di caratteristiche, un diamante che vanta due carati avrà sicuramente un valore superiore alla somma di due diamanti da un carato l’uno.

Color – Colori

Le pietre di maggior valore sono quelle totalmente incolori, denominate comunemente “bianche”. Più il diamante è incolore, più aumenta il suo valore. Esistono varie scale per la misurazione del colore, quella di gran lunga più utilizzata è quella stabilita dalla GIA che da una gradazione che va dalla “D” alla “Z” seguendo un ordine alfabetico.
I diamanti incolori corrispondono soltanto ad una piccola percentuale di quelli estratti, in quanto più del 90% dei diamanti hanno sfumature di base giallastre e brune. Queste sfumature sono conseguenze della presenza di azoto nella struttura chimica del diamante.

Vi è poi una minima quantità di diamanti che presenta nella loro struttura chimica degli elementi (come per esempio il rodio) che regalano dei colori naturali più o meno intensi: giallo, arancione, rosa, verde, blu o rosso, che in virtù della loro rarità possono raggiungere prezzi elevatissimi.

Clarity – Purezza

Dato che i diamanti si sono formati nelle profondità della terra, in condizioni estreme di calore e di pressione, ognuno di loro presenta specifici e unici ‘birthmarks’, segni identificativi sia interni (inclusions) sia esterni (blemishes).

I diamanti con una totale assenza di “birthmarks” sono rari, e questa caratteristica conferisce valore al diamante.

La purezza di un diamante si determina a seconda del numero di inclusioni e della loro visibilità, delle loro caratteristiche, dimensioni ed anche il loro dislocamento nella gemma. Il grado di presenza di queste inclusioni può modificare sensibilmente l’aspetto della gemma.

Il GIA International Diamond Grading System ha definito una scala di purezza a undici livelli che vanno da FL (flawless) a I3 (included 3).

Cut – Taglio

Per avere un’ottimale risposta alla luce (rifrazione, riflessione, brillantezza) un diamante deve esser tagliato in modo perfetto, rispettando rigidi calcoli matematici che generano i disegni geometrici, le dimensioni e le angolazioni prescritte per le sfaccettature. Per poter raggiungere la perfezione è determinante la bravura del maestro tagliatore. Senza la precisione e la perfezione del taglio, un diamante perde gran parte della propria bellezza. L’“allure” di ogni esemplare dipende, più di ogni altra cosa, dalla qualità del taglio. Come si può vedere dalla figura a sinistra, un taglio troppo profondo oppure troppo piatto del diamante, permette alla luce di “scappare” e di non uscire dalla tavola, che è ciò che regala la famosa brillantezza del diamante.

Per determinare il valore del diamante in relazione alla qualità del taglio ci si riferisce a tre fattori: proportions (proporzioni), symmetry (simmetria) e polish (finitura). Agli inizi del 2005, dopo 15 anni di intense ricerche e test,il GIA ha stabilito il Diamond Cut Grading System per diamanti brillanti, con gradazioni: excellent, very good, good, fair e poor.

Questi giudizi di basano sul paragone dei valori oggettivi della pietra (table size, total depth, crown angle etc…) con quelli che sono i parametri identificati dalla GIA come ideali per la riflessione della luce.

Altro

Esistono anche altre condizioni che possono influenzare significativamente il costo di un diamante, una di queste è la Fluorescenza. Sottoposti a radiazioni ultraviolette, i diamanti possono dare luogo a fenomeni di fluorescenza, che solitamente si manifestano con colori blu-azzurri più o meno intensi e più raramente, anche gialli, verdi, rosa. È importante rilevare la fluorescenza nel diamante, perché l’elevata intensità del fenomeno può influenzare il colore della gemma e la sua luminosità.

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